20/08/08

[ci risiamo con le battaglie perse (ma loro non lo sanno... o forse si')]

Come tempo fa sentimmo "urlare" le major discografico-musical-filmiche della cattiveria insita nei programmi p2p (condivisione di files sulla rete...) e in generale amplificato e semplificato dai media tradizionali con "Internet e' pericolosa e cattiva, piena di pirati informatici", ora tocca ai colossi televisivi tentare questa strada.
I precursori appunto dopo aver menato fendenti a destra e a manca (ricordate la chiusura di Napster, di WinMX, ecc.) hanno adottato la strategia gia' chiara fin dall'inizio: aprirsi ai nuovi modi di fruire ed utilizzare i contenuti multimediali, continuando cosi' a riempirsi pance e portafogli coi cosiddetti "digital download" (leggasi negozi di vendita sulla rete).
--- A parte che mi verrebbe da contestare che il prezzo di circa 1 € per ogni canzone mi sembra eccessivo in quanto brutalmente privato (il brano) da molte frequenze e caratteristiche dovute alla trasformazione in MP3 o altro formato digitale compresso, ma questo e' dovuto ai miei trascorsi tecnico/fonici :) ---
Come dicevo, ora anche mediaset (ma prima ci ha provato viacom in usa e telecinco in spagna) cita
Google di fatto proprietario di YouTube per almeno 500 milioni di euro per presunti mancati guadagni, sostenendo una tesi quanto meno discutibile: 315.672 giornate di visione televisiva sono stati pubblicati in totale dagli utenti di YouTube di contenuti vari delle tv del biscione.

Siamo alle solite, si tratta del gigante ceco che mena fendenti ovunque per cercare di mantenere un monopolio acquisito oppure strategia messa a punto a tavolino? Non saprei dirlo, sarei propenso per la seconda, forse sopravvalutando i tizi in questione (sapete come siamo fatti noi italiani).
Si tratta comunque di visione miope all'estrema potenza: della serie "quello che non conosco mi fa paura e lo combatto con tutti i mezzi".

Per approfondire la questione consiglio alcuni collegamenti ad articoli che ne parlano:

Mediaset e le occasioni perdute
Google, Mediaset e quel risarcimento milionario
Mediaset contro YouTube, danni per 500 milioni di euro
La Rete disturba, Mediaset attacca (YouTube)
Urbani e copyright, avanti cosi'
ed anche
un video a riguardo.

E per concludere
un video sempre sul tubo che certifica la paura dei nostri technofobici governanti/giornalisti che hanno riguardo alle potenzialita' della rete (affinche il popolo non sia informa-tizza-to. ).

13/06/08

[callcenter: schiavitu' moderna!]

Ebbene si', lo confesso:
gnOp lavora in un callcenter! e da un bel po' (01/10/2005)
in uno di quelli dove contano soprattutto i numeri in quanto trattasi di "outsourcer"
significa che prende commesse da varie societa' (telefonia mobile e fissa, banche onlain e non, assicurazioni, centralini semi/pubblici, .......)
insomma della serie: se non rispetti quel numero di chiamate, prendi il penalone.....

per ora vi risparmio il resto, ma inevitabilmente verranno spesso fuori le "abitudini" all'interno di questo tipo di posti_di_lavoro

comunque chiameremo questa ditta: TelefonoBeneETanto, costola della piu' famosa e quotata in borsa: ColTelefonoCiGuadagno (della quale si e' occupata in una puntata della scorsa serie, la redazione di
un programma di rai3) insomma una di quelle che giochicchiano con societa' a scatole cinesi che hanno rivoli dirottati verso paradisi fiscali, ovviamente, e che utilizzano una forma di "sostentamento" a base di interessi maturati nei giorni di ritardo nell'accredito dello stipendio a circa 670 dipendenti e questa azienda vi assicuro ne ha ins erbo altre fortissime, che avremo modo di conoscere piu' avanti.

il giorno 11 giugno 2008 dalle 14:00 alle 16:00 si e' svolta la prima assemblea non retribuita (leggasi: sciopero) della storia di questa TelefonoBeneETanto, ampiamente annunciato circa 4 mesi fa da parte dei delegati sindacali (11 democraticamente eletti nelle prime elezioni delle R.S.U. svoltesi mesi or sono) a seguito di alcune assemblee generali retrib., riguardo ai reiterati ritardi nell'accreditamento dello stipendio e' stato esplicitamente richiesto all'azienda il rispetto della data prevista (il 10 del mese come da contratto) non solo della valuta, ma anche del contabile, puntualita' che a quanto ricordi io non c'e' mai stata, alcuni mesi lo stipendio si e' "visto" sul conto il 19 (con valuta 10) !!
magnanimi nella richiesta lasciammo 3 mesi di cuscinetto all'azienda per mettersi_in_pari, (da marzo a maggio), con promessa di entrata in agitazione dei lavoratori il giorno successivo alla scadenza di giugno se lo stipendio di tutti i lavoratori non fosse stato accreditato il giorno previsto. come prima risposta si sono sentiti dire: "ma ci vorranno anni per metterci in pari, altro che 3 mesi

infatti ad oggi 13/06/2008 il 90% degli operatori e supervisori (i quadri non parlano con noi) non hanno ancora visto l'accredito dello stipendio (c.v.d.)

sta prevalendo nelle opinioni raccolte nelle pause e nei rari momenti buchi del lavoro, la voglia di inasprire_la_lotta, di dare un segnale "preventivo" forte, a scapito della linea morbida: aspettiamo lo stipendio di luglio a rientrare in agitazione in maniera piu' impattante (8 h)
durante l'assemblea/sciopero si e' concordato di richiedere un incontro urgente con l'azienda per avere una risposta definitiva e risolutiva alla questione, con successiva e immediata assemblea retribuita per decidere i passi successivi alla risposta che avremo al tavolo delle trattative da parte dell'azienda, costretta a modificare l'atteggiamento a tale tavolo vista l'adesione molto alta dei lavoratori all'agitazione -in soldoni il primo dato che ne trarranno sara' il numero degli sciopera(n)ti :)

e questa e' solo la prima delle brutte abitudini della TelefonoBeneETanto...... altre ne verranno

Avete la faccia come il cubo



*aggiornamento del 03/07/2009*
nel frattempo son successe altre cosette:

Omnia provincia francese
Bloccarne uno per pagarne cento
Il nuovo A.D. e' un quacquaraqqua
Dal placcaggio all'irruzione

oggi 03/07/2009 ore 9:00 - nessun bonifico dello stipendio di maggio e' ancora partito, nonostante un'ennesima (mancata) promessa di eseguire i bonifici entro ieri 2 luglio !

Siamo in sciopero della voce, che e' il nostro strumento di lavoro primario