13/02/04

[avanti a forza di "pezze"]

Sicurezza: presto, turate la madre di tutte le falle!

Finalmente è pronta la pezza per quella che Steve Gibson (
grc.com) ha già battezzato "la madre di tutte le falle" di Windows.

Si tratta infatti di una falla assolutamente da non sottovalutare, perché consente a un aggressore di entrare nel vostro computer, leggerne o cancellarne i file o usarlo come inconsapevole testa di ponte dal quale lanciare attacchi informatici. La falla non richiede alcuna collaborazione da parte dell'utente: Windows fa tutto da solo. Non occorre aprire allegati o altro: è sufficiente affacciare il computer a Internet. Gli attacchi basati su questa vulnerabilità non vengono rilevati dai normali antivirus.

L'avvertimento ufficiale di Microsoft è disponibile presso

http://www.microsoft.com/technet/security/bulletin/ms04-007.asp

Sono affetti da questa falla, oltre ai diffusissimi Windows XP e Windows 2000, anche Windows NT 4.0, Windows NT Server 4.0 Terminal Server eWindows Server 2003. Non risultano a rischio Windows 95/98/ME (perlomeno nessuno dei siti di sicurezza ne parla).

La soluzione è una e una sola: usate la funzione Windows Update e aggiornate il vostro Windows, scaricando e installando automaticamente la patch che risolve questa vulnerabilità. NON PERDETE TEMPO. FATELO SUBITO. Vediamo se riusciamo a evitare un altro disastro come quello di Blaster (ricordate il computer che si spegneva da solo dopo sessanta secondi?).

Detto questo, faccio un paio di commenti. La falla è nota da _un_anno_:

http://www.eeye.com/html/Research/Advisories/AD20040210.html

Un anno durante il quale ogni malintenzionato è stato in grado di entrare e uscire dalle macchine Windows a suo piacimento, senza che l'utente se ne accorgesse. Meditate, amici, meditate.

Per fortuna, chi ha seguito il consiglio di dotarsi di un firewall come
Zone Alarm non ha dovuto attendere che Microsoft si svegliasse dal letargo: se ha configurato correttamente il firewall, è già protetto. La patch va comunque scaricata e installata lo stesso per maggiore prudenza.

Mi raccomando, quando andate a scaricare la patch, leggete bene la descrizione offerta da Microsoft: a causa di un bisticcio linguistico, Microsoft dice che la falla "potrebbe consentire a un utente malintenzionato di danneggiare il *proprio* sistema e di ottenere il controllo su di esso". Cioè il cattivo si danneggia da solo, in stile Vil Coyote? Bella mossa!

Grazie a un lettore, "ugo", che mi ha segnalato questa perla.

Gli utenti Mac e Linux, naturalmente, non devono preoccuparsi di questa vulnerabilità.

Ciao da Paolo.
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(C) 2004 by Paolo Attivissimo (
http://www.attivissimo.net/).
Distribuzione libera, purché sia inclusa la presente dicitura.

10/02/04

[al paradiso dell'identita']

(da La Caccia di domenica 25 gennaio 2004)

Sembra che l'idea geniale gli sia scaturita durante un'occasione conviviale. Era il 1951. Qualcuno avrà posto la basilare domanda su quanto può esser lunga la buccia di una mela, o su quanto tempo può un uomo rimanere in equilibrio su un piede solo, e a sir Hugh Beaver è balenata l'improvvisa consapevolezza che né lui né la maggior parte dei presenti sapeva rispondere. Questo Beaver era un dirigente della Guinness, una società produttrice di birra, fondata molti anni prima da un irlandese, Arthur Guinness (1765-1855), ed è perciò che, nel 1955, allorché in Inghilterra ne uscì la prima edizione, il "libro dei record" - realizzato per associare indefinitamente birra e sapere - si chiamò Guinness Book of Records.

Da una ventina di giorni, circolano notizie relative a Kembang Wangi, che, in lingua indonesiana, sta per "fiore fragrante". Disgraziatamente per lui, è stato catturato in una foresta di Sumatra e portato in un giardino zoologico a Curug Sewu.
Kembang Wangi è un pitone occhio e croce sui centocinquant'anni che, pesando 447 chilogrammi e misurando in lunghezza 14 metri e 85 centimetri, è stato giudicato dai solerti ispettori del "Guinness dei Primati" come il pitone più lungo del mondo e che, pertanto, come tale si potrà godere la sua bella citazione nella prossima edizione del libro. Il più lungo prima di lui era un ormai anonimo pitone di 9 metri e 75 centimetri catturato nel lontano 1912 e, dunque, sulla legittimità del titolo non sembrano esserci dubbi di sorta. I problemi nei suoi confronti - a quanto afferma Maurizio Ferraris sul "Domenicale" del "Sole 24 Ore" di domenica 18 gennaio 2004 - sarebbero di natura tutta filosofica. Vediamo il perché.
Kembang Wangi è stato misurato il 29 dicembre scorso e tuttavia era stata catturato circa un anno prima. All'epoca, misurava 19 metri e non 14 e 85 centimetri. Le informazioni in proposito non sono precisissime: c'è chi dice che non abbia mangiato per sei settimane, c'è chi dice che ai serpenti capita spesso - di allungarsi e restringersi - e c'è chi, come Ferraris, dice che le difficoltà digestive incontrate nel buttar giù un daino sono state drasticamente risolte con un intervento chirurgico in virtù del quale i veterinari gli hanno asportato 4 metri buoni di roba. Rimanendo comunque il pitone più lungo del mondo, Kembang Wangi del 2003 è più lungo, insomma, di Kembang Wangi del 2002. Ed è qui che, secondo Ferraris e, a dire il vero, non solo secondo lui, ma secondo alcune preoccupate e preoccupanti riflessioni filosofiche tipiche della filosofia, il caso di Kembang Wangi diventa un problema.
"Sembra indiscutibile", argomenta Ferraris, "che Kembang 2002 e Kembang 2003 sono lo stesso individuo (un uomo che perda una gamba non cambia identità), ma è problematico sostenere che Kembang 2003 è il più lungo serpente del mondo, visto che è più corto di Kembang 2002". E "sostenere che Kembang 2002 non esiste più non è un argomento dirimente, visto che, lo si è appena detto, Kembang 2003 è lo stesso individuo".
Sono i guai cui va incontro chi crede nel realismo e nell'assolutezza dei valori. L'aggettivo "stesso" non garantisce affatto la permanenza di una identità, ma designa semplicemente un'operazione mentale di confronto fra due percepiti - un'operazione da cui si è ottenuto un risultato di uguaglianza. La stessità non è un dato e non è regalata da nessuno, ma è un risultato - come l'"essere" e l'"esistere", peraltro. Il più lungo, il più corto, il più pesante e il più quel che volete è sempre calcolato e detto in rapporto ad un paradigma precostituito in cui sono definite le operazioni di misura e gli strumenti necessari per eseguirle.
Già in un saggio del 1947, Silvio Ceccato scriveva che "parliamo di ‘identità' quando fra più cose non si sia trovata alcuna proprietà differenziatrice, prescindendo però dai rapporti in cui la cosa sia fatta entrare con altre", e "poiché non si ha alcun motivo di supporre limitato il numero delle proprietà, due cose trovate identiche potranno sempre successivamente risultare diverse" Tagli un pezzo al povero pitone e, a seconda dello schema mentale in cui lo inserisci, è lo "stesso" o è "diverso": per i criteri di identità più in voga è lo stesso, e per la lunghezza è diverso. Il più lungo lo rimane fino a che le operazioni di misura restano le stesse e fino a quando non ne trovi un altro cui attribuire una frazione del sistema di misurazione in più I filosofi sono abilissimi ad inventarsi problemi inesistenti, mentre i pitoni ne sarebbero immuni. Tutto bene, per loro, se non fosse che i problemi ontologici producono cacciatori e giardini zoologici.

E' a New York che un maestro nell'arte di sbucciare le mele ha prodotto una buccia di 52 metri e 52 centimetri ratificata dagli ispettori del Guinness dei Primati come la buccia di mela più lunga del mondo. Ed è nello Sri Lanka che un tale è rimasto per 76 ore e 40 minuti in equilibrio su un piede solo. Non ci si chiede né quali problemi farà insorgere una mela modificata geneticamente con il dna di un elefante, né se, dopo le 76 ore e 40 minuti, lo srilankese era lo "stesso" di prima, ma ci si chiede in grazia di quale sistema ideologico tutto ciò possa avere un senso per qualcuno.
Per qualcuno è presumibilmente riduttivo: il sistema ideologico sottostante al Guinness dei Primati, purtroppo, consapevolmente o inconsapevolmente, è fatto proprio da molti. Alla competizione veniamo educati fin dalle prime relazioni sociali, la scommessa - con se stessi o con altri, poco importa - è l'investimento di sé da cui, in un mondo privo di opportunità, ci si aspetta un salto qualitativo. Quello decisivo per emergere. Il primato - un primato in checchessia purché sia tale - è il lasciapassare per quella immonda burla che è la Storia del valorizzato sociale, il Paradiso di chi vive dando il proprio contributo perché i rapporti di potere rimangano tali e quali. A coloro che al primato non arrivano - ai perdenti, ai ribelli, perfino ai pitoni dell'anno prima - , spetta quel grande Dimenticatoio che, invece che premio alla partecipazione collettiva, appare come l'Inferno dell'Identità.

Note
Divagazioni di "Animal Semioticum" di Silvio Ceccato venne pubblicato sulla rivista "Sigma" (4-5, 1947) ed è stato ristampato in S. Ceccato, Un tecnico fra i filosofi, vol. II, Marsilio, Padova 1966, pp. 104-113.

Felice Accame

[nell'impero del seno, di a.robecchi (dal manifesto)]

Questione di tette e di spirito santo. E furori religiosi e unti dal signore. Come sapete tutti, un clamoroso attentato all'integrità delle coscienze negli Stati uniti è stato compiuto settimana scorsa, al probabile scopo di annichilire la nazione. Alla signorina Janet Jackson è scappato un seno dal vestito, mentre 100 milioni di americani osservavano imbesuiti la scena, probabilmente ebbri di snaks e burro d'arachidi. Il paese più potente del mondo è uscito sconvolto dall'esperienza, c'è chi ha fatto causa per danni morali e per riparare (in Us dollars) al turbamento emotivo.
Nessuno ha ricordato che questa idiosincrasia per il seno femminile è un vecchio punto debole dell'impero. Il
ministro della giustizia Ashcroft, poco dopo la nomina, fece rivestire con un telo la statua della giustizia davanti al ministero, a Washington. La poverina, in bronzo, se ne stava da circa un secolo a seno nudo, con una bilancia in mano. Ora è rivestita come si deve e non turba più nessuno, semplicemente dimenticata, un po' (a proposito di giustizia americana) come i pollai di Guantanamo.

L'impressione netta - se ci mettete anche le preghiere alla Casa Bianca, il fondamentalismo cristiano, i ferventi cattolici che stendono a fucilate i medici abortisti - è che una delle vecchie anime americane, la più puritana, sia arrivata ai vertici del potere. Anche qui da noi, da qualche tempo, si registra una certa qual tendenza all'integralismo. Un prete cattolico, addirittura, attribuisce allo spirito santo la comparsa di Silvio ; un quotidiano della destra allega, con sovrapprezzo di pochi centesimi, un crocifisso. La svolta mistica è nell'aria, annunciata da alcuni inequivocabili segnali : nei discorsi di Silvio ricompaiono a sorpresa le zie suore, per esempio.

Per non dire dei comunisti (strong, light, doppio malto, con comunismo, senza comunismo, con l'air-bag) che non sono ancora stati sconfitti e che quindi giustificano la crociata.
Forse c'è qualche analogia con i piani alti del potere Usa. Ma c'è anche una gigantesca differenza : mentre là lo spirito puritano e bacchettone fa parte dei caratteri nazionali, qui è un'invenzione recente, l'ultimo trucchetto per gonzi. Se il seno di Janet Jackson fosse balzato fuori qui, a contundere l'audience, nessuno avrebbe fatto tanto casino e le telefonate di protesta alla stazione televisiva avrebbero avuto un altro tenore ("Ehi ! Un seno solo ? Indietro i soldi !"). Il fatto è che da queste parti (per fortuna) si prendono abbastanza cinicamente i precetti integralisti. La gente è portata a sorridere se lo spirito santo scende su quello che ha inventato le minigonne di
Drive-in.

Come minimo pensa a uno scambio di persona. In più, ante-Silvio, i testimonial dell'estremismo religioso non hanno avuto gran fortuna, da queste parti. Il pensiero va alla severa presidente della Camera dei deputati, vandeana dichiarata, contraria alle coppie di fatto, al divorzio, all'aborto, ai rapporti prematrimoniali. Fece scalpore quando, nel discorso di insediamento, ringraziò dio anziché il parlamento, e fece togliere alcuni nudi dalla pinacoteca della presidenza della Camera.
Ora me la ritrovo in tivù che affetta chiappe alla gente, lima nasi, trasforma normali seni in meloni prosperosi, realizza insomma con la chirurgia ciò che il signore ha così imperfettamente creato. Qui è tutta la Vandea che dovrebbe citarla per danni e - come per il seno di Janet - per turbamento emotivo. Insomma : il paese è abbastanza sgamato per resistere ai fans dei roghi e delle crociate, eppure la tendenza non si placa, e anzi conquista ampio spazio in tutti i media l'intervista di un medico che ci descrive Silvio come "
potenzialmente immortale".

Se non dovesse bastare il misticismo, è il messaggio, c'è sempre l'esoterico.
(alessandro robecchi)

da
il manifesto di domenica 8 febbraio 2004

09/02/04

[pinguini maltrattati e strane finestre]

*da un po' di tempo a questa parte, sul server irc.autistici.org (e non solo) gira la moda di chi manda il piu' lontano possibile un povero pingu(ino) tramite la mazzuolata di un odiosetto yeti... ebbene dopo molti spostamenti (troppo traffico, credo) finalmente c'e una pagina web che accoglie non solo la versione originale, ma anche altre 2 (al momento in cui scrivo) versioni, una delle quali da punteggi stratosferici... scorrete tutta la pagina, anche le parodie sono esilaranti (alcune meno... hem hem)
.: PFC - Pingu Fan Club :.

*seconda segnalazione, sempre un giochino in flash che raccoglie in pochi minuti (solo)alcuni comportamenti di sistemi operativi window$ all'opera...
Windows RG (really good) edition

*non so come e perche' ma mi viene un collegamento con 2 animazioni del grande bruno bozzetto, una dedicata alle cattive abitudini degli autosauri italiani e l'altra all'ingresso dell'italia in europa:

YES & NO, animazione Flash 3' 15", Bruno Bozzetto 2001, Musiche di Roberto Frattini - (download
file SWF-ZIP 552 Kb)

EUROPE v/s ITALY, animazione Flash 5' 10", Bruno Bozzetto 2003, Musiche di Roberto Frattini - (download
file EXE-ZIP 1,5 Mb)

*per le cattive abitudini informatiche di motli di noi... non fa mai male ricordare di leggere e seguire i consigli di paolo attivissimo sul suo
piccolo dodecalogo di sicurezza online, se proprio non e' possibile staccarsi da window$ (sigh)

ancora meglio una lettura dell'esilarante libro scritto sempre del personaggio citato sopra e da un motore di ricerca umano di mia conoscenza:
Da Windows a Linux disponibile sia in formato elettronico (gratuito) che in formato cartaceo
buona(e) lettura(e)